Ferma così! – Trieste, ritratti femminili

“Storie nell’arte” è una rassegna di testi teatrali che parlano degli artisti triestini del Novecento, gli spettacoli vanno in scena al Museo Revoltella di Trieste tra i quadri appesi e la manifestazione è curata da Laura Forcessini per Bonawentura.

Negli anni scorsi il mio testo “Guardiana dei sogni. Variazioni su Leonor Fini” è stato proposto con successo in questa rassegna, per tre estati consecutive, sempre con un’ ottima affluenza di pubblico. Adesso ho ricevuto l’invito a scrivere un nuovo testo sui ritratti di donne esposti al quinto piano del museo e lo spettacolo va in scena durante le vacanze di Natale a cavallo tra 2019 e 2020.

A interpretare il testo, ancora una volta, la mia attrice feticcio Sara Alzetta con cui è sempre un piacere lavorare.

Ecco il modo in cui presento lo spettacolo:

La donna è il soggetto più rappresentato nella storia dell’arte. Muse ispiratrici, immagini simboliche, persone amate: musei e gallerie sono pieni di ritratti femminili. Nella collezione del Museo Revoltella al quinto piano sono raggruppati molti artisti attivi a Trieste nei primi decenni del Novecento. Una sala in particolare raccoglie una bella carrellata di ritratti femminili dipinti da nomi come Bruno Croatto, Marcello Dudovich, Piero Marussig, Edmondo Passauro, Carlo Sbisà, Dyalma Stultus. Alcuni quadri sono frutto di una committenza, altri di pura ispirazione, da alcuni trapelano le suggestioni della psicanalisi, in altri sono evidenti le influenze della pubblicità. Ma cosa c’è dietro a questo mondo borghese e agli studi dei pittori? Quali storie raccontano i quadri realizzati cent’anni fa? Amore, potere, moda, mistero, ironia tra le tele appese alle pareti.

Se la maggior parte delle donne ritratte è senza nome, di alcune invece conosciamo l’identità perché sono state a loro volta artiste e protagoniste della Trieste di inizio Novecento: Marion e Wanda Wulz, Felicita Frai, Delia Benco, per esempio. Il testo vuole indagare le figure femminili come oggetto dei quadri ma anche come soggetto attivo della vita e della società della nostra città.

locandina FERMA COSI'!

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