Facciamo il punto

Cominciamo col dire che per me, come per molti altri insegnanti, la scuola non è ancora finita. Siamo quasi a luglio e io personalmente sono ancora nel pieno di video-lezioni, correzione di tesine e amenità amministrative di vario tipo. Anche molti dei miei allievi sono ancora immersi in quest’anno scolastico che non vuole terminare: gli esami sono alle porte e il caldo la fa da padrone.

Va così in questo 2020 che definire un anno insolito è un gentile eufemismo.

Non scrivo un post da quasi un mese: non era mai passato tanto tempo. E’ che sono prosciugato, stanco, scocciato dal fatto di stare seduto davanti al computer. Nella faccenda, oltre alla scuola, si somma l’altro mio lavoro che prevede la redazione di articoli quasi quotidianamente e gli articoli prevedono letture, preparazione, studio.

Insomma mai come quest’anno, in cui tutto è complicato e molte cose sono proibite o impraticabili, avrei bisogno di una vacanza. Vacanza intesa come un periodo di distacco totale dalle attività che in questi ultimi mesi mi hanno tenuto incollato alla sedia della mia scrivania. Amo la mia camera ma sento la necessità di cambiare aria, di vedere altri muri e affacciarmi ad altre finestre.

No, non mi accontento di spostarmi con la fantasia e con la penna da scrittore. Niente viaggi metaforici, niente giri d’immaginazione. Comincerò con l’orientarmi verso il mare, che per fortuna ho a portata di mano, e poi avanti, da qualche parte, non importa dove, ma fuori!

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