Dante in streaming

Il 2021, l’anno dantesco, si apre per me con una novità assoluta: il mio primo lavoro teatrale creato appositamente per il web. Si tratta di un progetto ispirato a Dante e alla “Divina Commedia” che rientra nel bando “Linguaggi umani” lanciato dalla Contrada – Teatro Stabile di Trieste.

Dopo una residenza di due settimane, sabato 16 gennaio alle ore 18 verrà trasmessa in streaming la performance “Il clacson di Dante”: la si potrà guardare da casa collegandosi al canale YouTube o alla pagina Facebook del teatro La Contrada. Questa performance, che ho costruito insieme a Francesco Facca, Valeria Gadaleta, Matilde Soliani e Francesco Amerise, mescola vari linguaggi: il teatro-danza, la musica, la drammaturgia, il video.

Ecco la mia presentazione del lavoro.

IL CLACSON DI DANTE

Suonare il clacson lungo la strada costiera triestina, attraversando la galleria naturale sotto al profilo di roccia di Dante, è una tradizione dei triestini. Si dice che porti fortuna.

Chi di noi suona sempre il clacson e chi invece si vergogna a farlo? Chi è stata la prima persona a raccontarci di questa usanza goliardica? Ci ricordiamo di un episodio particolare legato a una nostra strombazzata lì sulla strada costiera? Quel profilo nella roccia è naturale o è stato modellato dall’uomo? E, in definitiva, raffigura Dante oppure Mussolini?

Il progetto “Il clacson di Dante” vuole raccogliere tra Trieste e Duino le testimonianze video di alcune persone di varie età che raccontano, ciascuna, la propria esperienza con questo rito da guidatori e la storia del volto nella roccia. Gli episodi, che rappresentano la voce popolare, vengono integrati in questo lavoro teatrale e fungono anche da spunti drammaturgici.

Il progetto, partendo da quella che potrebbe essere una leggenda metropolitana, vuole indagare anche il concetto di “politicamente scomodo”.

Andiamo con ordine, cominciamo da Dante. Possiamo definirlo un personaggio politicamente scomodo: le sue nette posizioni nelle vicende tra Guelfi e Ghibellini lo portarono all’esilio da Firenze. Nella “Divina commedia” non ha peli sulla lingua e dice la sua sui potenti a lui contemporanei giudicandoli e inserendoli, di volta in volta, in uno o nell’altro dei gironi infernali. Le sue vicende biografiche non hanno impedito al fantasma di Dante di avventurarsi a nord della Toscana fino a giungere addirittura a Duino e nella nostra regione.

Passiamo a parlare di uno strumento che ci troviamo ogni giorno per le mani senza usarlo quasi mai. Il clacson veniva suonato molto in passato, quando le macchine erano poche e mettevano allegria, oggi sempre meno perché fare rumore è considerato politicamente scomodo. Adesso l’utilizzo del clacson è diventata un’eccezione, non è la regola. I segnali che vietano esplicitamente di usarlo sono molto frequenti sulle nostre strade: il disegno raffigura il vecchio modello, quello di un clacson squillante formato da una trombetta e una palla di gomma nera che richiama i giochi per bambini, fastidiosi e fracassoni.

E infine prendiamo in considerazione la galleria naturale, uno degli accessi più suggestivi e scenografici alla città di Trieste: venne scavata nella roccia durante la costruzione della strada costiera, sotto il fascismo, nel 1928. È verosimile immaginare che il profilo umano che si vede emergere dalla pietra rappresentasse, secondo l’opinione popolare, il volto di Benito Mussolini. Ma poi Mussolini diventa politicamente scomodo e quindi dopo la seconda guerra mondiale, oltre a far scomparire ogni fascio littorio da monumenti e costruzioni, quel viso per la gente si trasforma in qualcuno di molto più rassicurante, cioè Dante. Cosa c’è di più innocuo della poesia?

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