Dietro lo schermo

Lavorando con gli adolescenti e stando a contatto con loro ogni giorno mi capita spesso di specchiarmici. Provo a mettermi al posto loro, osservo con curiosità come reagiscono alle rivoluzioni quotidiane che quell’età regala. Perché si comportano così? Io avrei fatto la stessa cosa? Che cosa passa in quelle teste? E’ fatale che me lo chieda. Tanto più che analizzare i ragazzi e la loro volubilità fa parte anche del mio lavoro di scrittura: si tratta di materiale umano molto interessante dal punto di vista drammaturgico.

Fatalmente la didattica a distanza e lo stravolgimento della normale vita scolastica hanno rimescolato le carte nel rapporto tra allievi e insegnanti. E mentre cerco di capire come gestire questa nuova forma ibrida di lezioni che a singhiozzo ci avvicina e ci allontana creando mille primi giorni di scuola ogni volta che i ragazzi tornano in aula dopo una pausa (con nuovi look, nuove taglie e nuovi colori), ho provato a immaginare come avrei vissuto io la pandemia al posto loro.

Da adolescente ho vissuto i miei bei periodi di chiusura e introspezione e soprattutto gli anni della scuola media non sono stati per me facili né piacevoli. A volte ero contento di restarmene a casa per un’infreddatura e probabilmente l’isolamento imposto dal Covid lo avrei accolto con sollievo. Niente stress quotidiano, niente persone antipatiche e moleste, nessun confronto con la maggioranza dei ragazzini che sentivo lontani da com’ero io. Lezioni da casa, nascosto al sicuro dietro lo schermo di un computer. Mi avrebbe fatto bene?

No. Perché in realtà avevo bisogno del calcio in culo per buttarmi nella mischia. A modo mio certo, con le mille difficoltà che mi creavo, ma anche con quella buona dose di rischio di cui parla il filosofo Simone Regazzoni in una recente intervista. “Dobbiamo riappropriarci dello spazio della vita”, dice tra le altre cose, e lamenta un certo strapotere di medici e virologi messi all’improvviso al comando del Paese. Io non sono così estremo ma penso che soprattutto i più giovani stiano pagando un prezzo davvero troppo alto tra coprifuoco, divieti e distanziamenti. La salute è anche psicologica e questo lungo periodo sta incidendo moltissimo sulla mentalità delle persone. E di chi si sta ancora formando un carattere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...